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Maschere e costumi del Carnevale di Venezia

"Buongiorno signora maschera"

Era questo il saluto che risuonava durante il carnevale, all'incontro con un personaggio travestito: indossare una maschera e un costume portava infatti all'annullamento di ogni ceto sociale, sesso o religione, permettendo ad ognuno di comportarsi in base ai costumi indossati.

L'essenza del Carnevale è proprio questa: la partecipazione giocosa ed in incognito a questo rito collettivo, che permette di liberarsi dalle proprie abitudini, dai pregiudizi e dalle costrizioni che la propria condizione sociale impone: nel passato come oggi.

La produzione delle maschere durante il Carnevale antico:

Proprio per l'importanza del mascherarsi durante il Carnevale, a Venezia nacque e si consolidò nel tempo una vera e propria produzione di maschere con la diffusione di scuole e tecniche per la realizzazione e la fabbricazione di strumenti per lavorare i materiali con cui esse erano fatte (solitamente argilla, cartapesta, gesso e garza) e la categoria dei mascareri venne riconosciuta come una vera e propria classe di artigiani.

Le maschere più diffuse durante il Carnevale antico

  • La Baùta: è uno dei travestimenti più comuni e viene utilizzato spesso anche oggi nel Carnevale moderno. Si tratta di una figura indossata sia da uomini che da donne, che fa riferimento alla tradizione veneziana; è costituita da una maschera bianca denominata larva e un avvolgente mantello scuro chiamato tabarro.
  • La Gnaga: era un semplice travestimento da donna usato dagli uomini. Era costituito da abiti da donna di uso comune ed una particolare maschera con le sembianze da gatta; chi la indossava aveva solitamente una cesta al braccio con dentro un gattino.
  • La Moretta: indossato dalle donne, si componeva di una piccola maschera di velluto scuro, un delicato cappellino e abiti e velature raffinate. Si trattava di un travestimento muto in quanto la maschera veniva retta sul volto tenendo in bocca un bottone interno.

Le maschere della Commedia dell'Arte

Durante il Carnevale erano numerosi anche gli spettacoli privati che venivano spesso allestiti e finanziati da famiglie nobili, che cercavano di chiamare artisti e veri e propri professionisti. A breve vennero costruiti appositamente anche dei piccoli teatri, rivolti anche ad un pubblico popolare. Dall'inizio del Seicento iniziarono pertanto a svilupparsi attorno a questa attività, veri e propri mestieri legati al mondo della commedia teatrale, dei costumi e delle maschere. Diversi furono i famosi autori teatrali che ebbero successo in questo periodo; uno su tutti il drammaturgo e librettista Carlo Goldoni, il quale introdusse nella sua commedia "Il teatro comico" il concetto di Commedia dell'Arte, nel 1750

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