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Storia di Alberobello

Storia di Alberobello

Alberobello sorge oggi su un territorio boscoso, una Selva, donata nel corso del 1300 al comune di Martina Franca.

Le prime vere trasformazioni ad opera dell'uomo avvenute nel territorio in cui oggi sorge Alberobello ebbero inizio nei primi anni del XVI secolo, quando il Conte Andrea Matteo III Acquaviva D'Aragona condusse nella "selva" circa 40 famiglie dal vicino feudo di Noci. Tali famiglie erano per la maggior parte composte da contadini ed ebbero il compito di bonificare e coltivare l'area.
Iniziò così l'urbanizzazione di questo territorio, soprattutto a partire dal 1600, sotto il conte Girolamo II Acquaviva.

Alle famiglie di contadini venne dato il permesso di costruire le proprie abitazioni solo con muri a secco, senza malta, al fine di evitare al Conte il pagamento dei tributi al vicerè spagnolo del Regno di Napoli, dovuti, in base alla legge, per la costruzione di un nuovo centro abitato: le case costruite a secco potevano essere facilmente e velocemente abbattute in caso di ispezioni; in questo modo il centro abitato legalmente non esisteva e gli stessi abitanti non potevano avere nessun diritto e tutela, ma dipendevano in tutto e per tutto dal volere e dai capricci del Conte. Dal risultato di tale norma, unita alla massiccia presenza di pietra calcarea nella zona, fu così che si diffusero le tipiche abitazioni chiamate "Trulli", per le quali ancora oggi Alberobello e tutta la zona circostante sono famose.

Solo nel 1797 Alberobello venne elevato, grazie a Re Fedrinando IV di Borbone, da feudo a Città Regia, ponendo così fine alla servitù feudale dei Conti e permettendo agli abitanti di costruire case con l'utilizzo di calce. Lo stesso anno venne eletto il primo sindaco della città e deciso il suo nome.

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