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Collodi - Via della Fiaba

Via della Fiaba

Durata percorso: circa 1 ora

Un sentiero che collega Collodi a Pescia, che ripercorre un'antica via romana e si snoda tra campi e ulivi, frutteti, orti e giardini, i cui colori contrastano con le ville toscane dall'intonaco chiaro e luminoso...sembrerà di essere immersi nella FIABA DI PINOCCHIO...

 

           "C'era una volta... "Un re!" diranno subito i miei piccoli lettori.
No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno...
 

        ..."Che nome gli metterò?" disse fra sé e sé. "Lo voglio chiamar Pinocchio. Questo nome gli porterà fortuna. Ho conosciuto una famiglia intera di Pinocchi: Pinocchio il padre, Pinocchia la madre e Pinocchi i ragazzi, e tutti se la passavano bene. Il più ricco di loro chiedeva l'elemosina."...

 
            ..."Crì-crì-crì!"
"Chi è che mi chiama?" disse Pinocchio tutto impaurito.
"Sono io!"
Pinocchio si voltò e vide un grosso Grillo che saliva lentamente su su per il muro.
"Dimmi, Grillo: e tu chi sei?"
"Io sono il Grillo-parlante, ed abito in questa stanza da più di cent'anni."
"Oggi però questa stanza è mia, disse il burattino, e se vuoi farmi un vero piacere, vattene subito, senza nemmeno voltarti indietro."
"Io non me ne anderò di qui, rispose il Grillo, se prima non ti avrò detto una gran verità."
"Dimmela e spìcciati."
"Guai a quei ragazzi che si ribellano ai loro genitori e che abbandonano capricciosamente la casa paterna! Non avranno mai bene in questo mondo; e prima o poi dovranno pentirsene amaramente."...
 
          ...A questa terza bugia, il naso gli si allungò in un modo così straordinario, che il povero Pinocchio non poteva più girarsi da nessuna parte. Se si voltava di qui batteva il naso nel letto o nei vetri della finestra, se si voltava di là, lo batteva nelle pareti o nella porta di camera, se alzava un po' di più il capo, correva il rischio di ficcarlo in un occhio alla Fata.
          E la Fata lo guardava e rideva.
"Perché ridete?" gli domandò il burattino, tutto confuso e impensierito di quel suo naso che cresceva a occhiate.
"Rido della bugia che hai detto."
"Come mai sapete che ho detto una bugia?"
"Le bugie, ragazzo mio, si riconoscono subito, perché ve ne sono di due specie: vi sono le bugie che hanno le gambe corte, e le bugie che hanno il naso lungo: la tua per l'appunto è di quelle che hanno il naso lungo."...
 
 
           ..."Questo improvviso cambiamento in casa nostra è tutto merito tuo", disse Geppetto.
"Perché merito mio?..."
"Perché quando i ragazzi, di cattivi diventano buoni, hanno la virtù di far prendere un aspetto nuovo e sorridente anche all'interno delle loro famiglie."
"E il vecchio Pinocchio di legno dove si sarà nascosto?"
"Eccolo là", rispose Geppetto; e gli accennò un grosso burattino appoggiato a una seggiola, col capo girato su una parte, con le braccia ciondoloni e con le gambe incrocicchiate e ripiegate a mezzo, da parere un miracolo se stava ritto.
Pinocchio si voltò a guardarlo; e dopo che l'ebbe guardato un poco, disse dentro di sé con grandissima compiacenza:
"Com'ero buffo, quand'ero un burattino!... e come ora son contento di essere diventato un ragazzino perbene!"..."

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