Vogliamo agevolare la tua visita. We want to make your visit easier.

Dozza - La rocca sforzesca

La rocca sforzesca

La Rocca che vediamo oggi risale al tardo quattrocento e si tratta di una costruzione, realizzata sulle rovine di fortezze precedenti, voluta da Caterina Sforza, "signora di Imola e di Dozza", che fece potenziare con opere di difesa l'antico castello risalente almeno al XII secolo.
Il progetto originario vedeva la Rocca come una struttura puramente militare, ma in realtà ben presto l'edificio assunse la funzione di palazzo signorile, legato alla famiglia Campeggi.
Sotto il dominio dei Campeggi, infatti, vennero effettuati lavori  di ristrutturazione e ampliamento dell'edificio, al fine di realizzare al suo interno ambienti eleganti e adatti a diventare sede di rappresentanza feudale della Rocca.

I discendenti della famiglia Malvezzi-Campeggi abitarono nella Rocca fino al 1960, quando l'edificio venne acquistato dal Comune, con la partecipazione anche della Provincia di Bologna e venne successivamente aperto al pubblico.

Dal 1999 è in corso un progetto di riqualificazione e ristrutturazione della Rocca, che è diventata parte integrante della vita del borgo di Dozza, in quanto ospita spesso eventi e manifestazioni.

 

La fortezza è a pianta esagonale, con un perimetro che misura circa 200m: due torrioni angolari circolari svettano su un corpo centrale a pianta poligonale. Il ponte, posto ove sorgeva l'antico fossato, permette l'accesso all'interno del complesso. Si entra nel palazzo tramite un portone ferrato, mentre percorrendo un corridoio si raggiunge il cortile interno, con due logge in stile rinascimentale e colonne con capitelli finemente decorati.
Il mastio era probabilmente rappresentato dal torrione circolare presente vicino all'ingresso (detto Torresino), che costituisce anche il più imponente dei due torrioni circolari (l'altro viene chiamato il Torrione dei Bolognesi). Altre ipotesi riconoscono invece il mastio nel torrione quadrato posto sul lato nord-ovest della Rocca. I torrioni erano originariamente scoperti e circondati da merli e da diverse aperture che permettevano, attraverso l'uso di frecce ed armi da fuoco, la difesa dell'intera fortezza. Tali elementi vennero eliminati proprio durante la fase di trasformazione del complesso da fortezza militare a palazzo signorile, anche se le modifiche maggiori possono essere viste all'interno del complesso: il cortile da cui partono le scale che raggiungono le diverse parti dell'edificio, le decorazioni e le sale stesse del palazzo, arredate e abbellite da quadri non richiamano più quell'antica ed originaria funzione difensiva, ma fanno pensare a tutti gli effetti ad un edificio a scopo residenziale. All'interno dei torrioni si trovavano invece la stanza della tortura e le antiche prigioni, sui muri delle quali sono ancora conservate le scritte dei detenuti incise sui muri.

 

 

Vuoi visitare Dozza? Richiedi un preventivo personalizzato

Quale località Italiana ti piacerebbe visitare?

Cerca un luogo che ti piacerebbe visitare, conoscere e scoprire

I cookie ci aiutano a migliorare la fruizione del nostro sito. Scopri di più