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L'antica Dutia: storia del borgo di Dozza

L'antica Dutia: storia del borgo di Dozza

L'antica Ducia, o Dutia (che letteralmente significa "Doccia" e fa riferimento al canale che venne costruito per far confluire l'acqua dal Monte del Re in una cisterna, per sopperire alla carenza idrica del luogo), subì, come tutta la Romagna, le invasioni barbariche di popolazioni Germaniche e Longobarde, che seguirono alla caduta dell'Impero Romano. Attorno alla metà del VI secolo divenne parte dell'Esarcato d'Italia, sotto il dominio Bizantino, allo scioglimento del quale, entrò a far parte dei possedimenti Carolingi.
Nel corso del VIII secolo, Dozza fu parte dei territori che vennero donati alla Chiesa di Imola e fu in questo periodo in cui vi fu una prima fortificazione del borgo.
A partire dal 1150 Dozza diventa libero comune, ma nei secoli successivi si assistette al passaggio del borgo di Dozza e della sua rocca nelle mani delle potenti famiglie bolognesi e imolesi: dagli Alidosi ai Riario (periodo in cui venne costruita la rocca e le mura difensive per volere di Caterina Sforza, moglie di Girolamo Riario), ai Borgia, per poi tornare dominio della Chiesa ed essere ceduta successivamente alla famiglia Malvezzi di Bologna (nel 1528) e successivamente ai Campeggi (nel 1531).
Attorno agli anni quaranta del XVI secolo si fa risalire la nascita della Legazione di Romagna, una suddivisione amministrativa dello stato della Chiesa, e Dozza entrò a farne parte. Subito dopo la parentesi del periodo Napoleonico, venne invece inserita nella nuova Legazione di Ravenna.
Il dominio pontificio finì definitivamente nel 1859, quando Dozza venne aggregata alla circoscrizione di Bologna e a partire dal 1861, con l'Unità d'Italia, Dozza divenne comune autonomo.

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