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Matera, la storia della Capitale della Cultura 2019

Matera, la storia della Capitale della Cultura 2019

Considerata una delle città più antiche del mondo, a Matera furono ritrovati resti di popolazioni nomadi costituite prevalentemente da gruppi di cacciatori, presenti già a partire dal Paleolitico. Del Neolitico sono invece le tracce della presenza di villaggi trincerati, caratteristici di insediamenti più stabili e basati su agricoltura e allevamento.

Un primo sviluppo della città potrebbe essere avvenuto grazie a contatti con la Grecia e le città della Magna Grecia del sud Italia, che ebbero un'influenza sicuramente maggiore rispetto a quella della civiltà romana. L’importanza di Matera in epoca Romana era principalmente legata alla posizione sulla via Appia, che ne faceva un centro di passaggio e approvvigionamento.

Fu solo con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente e l’arrivo dei Longobardi (a partire dal VI secolo), che Matera assunse le caratteristiche di città: all’epoca era sviluppata esclusivamente sulla Civita (lo sperone roccioso che divide i famosi Sassi), fortificata da un lato da mura e difesa naturalmente dall’altro dal burrone della Gravina. Città contesa per secoli da Longobardi, Bizantini e Saraceni, fu solamente con l’arrivo dei Normanni, attorno all’anno Mille, che Matera conobbe un periodo di calma. Furono proprio i Normanni, nel XIII secolo, a costruire la cattedrale, con lo scopo di affermare la propria appartenenza alla Chiesa Romana. Altro non fu che una reazione a quanto stava accadendo già dal VII secolo, con l’arrivo di monaci eremiti e comunità monastiche da Oriente: stabilitisi nelle grotte della Gravina, le trasformarono in chiese rupestri e fecero così di Matera un punto d’incontro tra Oriente e Occidente.

Dal 1500 iniziò lo sviluppo della città anche al di fuori delle mura della Civita, fino ad arrivare a comprendere anche i due Sassi sottostanti (detti Sasso Caveoso e Sasso Barisano). Nel 1663 Matera uscì dalla provincia di Terra d’Otranto ed entrò a far parte della Basilicata, divenendone capoluogo fino al 1806. Tra il 1800 e la prima metà del secolo successivo, la città attraversò un periodo particolare, durante il quale la crisi e l’aumento demografico spinsero molti degli abitanti a scendere a vivere nelle grotte, che fino ad allora erano usate solo come depositi, cantine e stalle. 

A partire dal 1952, con la prima Legge Speciale sui Sassi, ebbe inizio, a cura dello stato italiano, lo sfollamento e il trasferimento di parte della popolazione nei nuovi rioni della città. Lo stato divenne così proprietario delle antiche abitazioni (oggi possiede circa il 70% dei Sassi) e iniziò un’opera di recupero e valorizzazione dell’area e delle risorse ambientali, storiche, artistiche e monumentali contenute nei Sassi.

Grazie all’atmosfera che i Sassi offrono, il territorio si presta molto bene a rappresentare scenari e tempi diversi, ed è per questo che numerosi furono i registi che decisero di girare scene dei propri film a Matera; basti ricordare, solo per citare qualche esempio, titoli come “Cristo si è fermato ad Eboli”, “C’era una volta” con Sophia Loren, “Vangelo secondo Matteo”, o il più recente “La passione di Cristo”, di Mel Gibson.

Nel 1993 i Sassi furono inseriti nel Patrimonio dell’UNESCO e nel 2014 Matera è stata nominata CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA PER IL 2019.

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