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La Laguna di Venezia: nascita di Murano, Burano e Torcello

La Laguna di Venezia: nascita di Murano, Burano e Torcello

Il territorio della Laguna Veneta fu per molti secoli una zona instabile; le continue variazioni del livello del mare e della posizione delle coste portarono molto probabilmente alla perdita quasi totale delle tracce della possibile presenza umana. Dai pochi ritrovamenti si può ipotizzare che la laguna fosse utilizzata per caccia, pesca e raccolta, ma non fu mai abitata stabilmente, mentre tracce di villaggi furono ritrovate nell'entroterra.

Durante l'epoca Romana, i ritrovamenti di anfore e cocci di vasellame fanno ipotizzare una presenza più stabile, soprattutto nella zona della laguna settentrionale (a Torcello ad esempio furono ritrovati resti di antiche ville). Le ipotesi più accreditate vedono la Laguna come un mondo vitale in quest'epoca, con la presenza di porti commerciali, aree per la caccia e la pesca, aree di "villeggiatura", saline e campagne bonficate.

Ma fu soprattutto durante il Medioevo e precisamente a partire dal V-VI secolo, che la laguna iniziò a popolarsi in maniera più densa e stabile. In seguito alla caduta dell'Impero Romano e al conseguente disfacimento delle opere infrastrutturali, anche aggravato dall'alluvione del 589, la laguna restava un luogo praticamente isolato, pertanto fu un ottimo rifugio dai profughi che lasciavano i propri villaggi in seguito alle invasioni barbariche. Il flusso di migranti aumentò con l'arrivo dei Longobardi nel 641 e fu proprio in quest'epoca che iniziarono a formarsi alcuni dei centri più importanti, come Murano, Burano e Torcello.
Questa zona, che assunse il nome di "Venezia Marittima" ("Venezia" era il nome che identificava tutta la regione nordorientale dell'Italia), rimase per secoli sottomessa all'Impero Bizantino, mantenendo, però sempre una certa autonomia.

La prima volta in cui vennero citati in documenti ufficiali i nomi di questi centri fu con il "Pactum Lotharii" del 840, nel quale si vedono nominati "Torceli", "Amorianas" e "Burani".

Attorno all'anno mille il territorio iniziò a divenire più stabile geologicamente e ciò permise la nascita di insediamenti e l'infittirsi dei traffici commerciali; anche le case, prima realizzate su palafitte e fatte con pareti di canne e fango, iniziarono ad essere costruite in mattoni.

Torcello fu uno dei più fiorenti porti commerciali di Venezia e costituiva il principale centro per la lavorazione della lana in tutto il Ducato di Venezia, ma con il passare di secoli l'aria malsana ed il progressivo impaludimento, portarono al diffondersi di pestilenze e ad un progressivo spopolamento e declino dell'isola, soprattutto a partire dal XV secolo. Alcuni edifici vennero smantellati per fornire laterizi e materiale da costruzione alla vicina Venezia, in pieno sviluppo edilizio. Verso la fine del XX secolo, sull'isola di Torcello vivevano circa una ventina di persone.

Nel 1923 anche Burano e Murano persero la loro indipendenza e da comuni autonomi vennero aggregati a Venezia.

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