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Storia di Otranto

Storia di Otranto

La storia di Otranto inizia già dal Neolitico, o forse ancora prima, nel Paleolitico. Si hanno infatti tracce che fanno ipotizzare la presenza di insediamenti fin da queste epoche. Più avanti la zona venne conquistata dai Messapi, popolo di stirpe greca, e successivamente entrò a far parte di quella che come gran parte del Sud Italia fu la Magna Grecia.
Fu la volta poi del periodo romano, durante il quale Otranto continuò il suo percorso fino a divenire una delle più importanti città marinare della Puglia: in questo periodo il lavoro mercantile e l'artigianato locale (legato soprattutto alla lavorazione di porpora e tessuti) conobbero un periodo favorevole e anche l'importanza del borgo a livello commerciale crebbe, anche oltre le isole Ionie. Sempre durante la dominazione romana venne rinforzata la rete viaria preesistente, che collegava Otranto al resto del Salento e nel 162 venne addirittura aperta una zecca per coniare moneta.
L'importanza del porto di Otranto era quindi in crescita, tanto che, durante il Medioevo, questo borgo marinaro svolse la funzione di collegamento tra Oriente e Occidente.
Inutile dire quanto Otranto divenne centro delle mire di molte popolazioni: da centro Bizantino e gotico fu poi la volta dei Normanni, seguiti dagli Svevi e dagli Angioino, per passare poi sotto il controllo degli Aragonesi
Otranto fu anche per molto tempo sede di una importante comunità Ebraica, il che testimonia proprio la sua importanza come collegamento con i paesi circostanti; a questa comunità appartenevano alcuni poeti molto conosciuti in tutto il Mediterraneo.
Questo periodo di splendore e di continuo sviluppo vide un primo arresto con l'arrivo dei Turchi, che, nel 1480 sbarcarono, secondo quanto si narra, proprio nel luogo che oggi viene chiamato "Baia dei Turchi" e durante la Battaglia di Otranto fecero strage della popolazione, uccidendo quelli che divennero i famosi 813 martiri di Otranto e distrussero ampie parti della città. Venne distrutto anche il Monastero di San Nicola di Casole, che si trovava poco più a sud di Otranto e nel quale era custodita la più vasta biblioteca del mondo occidentale di allora (le opere che si trovavano nella biblioteca del monastero sono oggi custodite nelle biblioteche di importanti città europee). Il Monastero fu anche la prima forma di college: ospitava ragazzi provenienti da tutta Europa, venuti in Italia, ad Otranto per studiare.
Da questa durissima sconfitta, però, la città di Otranto iniziò una forte ripresa, animata dalla voglia di riscatto dei suoi abitanti e nel corso del 1500 venne ridato nuovo impulso alle attività del borgo. Fu in questo periodo che Otranto si trovava contesa tra i Veneziani e gli Angioini e non mancarono anche ulteriori tentativi di attacco da parte del popolo Ottomano, ai quali la popolazione riuscì a resistere.
Nei secoli successivi iniziò un calo dell'importanza di Otranto, alternandosi periodi di leggera ripresa a periodi di crisi che videro la diminuzione o addirittura l'arresto di commercio, manifestazioni culturali e sviluppo urbanistico, nonchè il progressivo abbandono dei territori circostanti, che divennero sempre più paludosi, portando così al diffondersi della malaria. Fu a partire dal 1700 che alcune famiglie provenienti da altri centri limitrofi si trasferirono ad Otranto per investire nei beni immobili, ma il primo vero progetto per la bonifica delle campagne circostanti fu solamente quello del 1868: tale opera portò alla ripresa dell'agricoltura, grazie ai terreni divenuti nuovamente coltivabili.
Durante il periodo Napoleonico Otranto divenne Ducato del Regno di Napoli e iniziò una certa ripresa ad opera dello stato, che si impossessò di molti beni urbanistici e risistemò il sistema di fortificazione della città.
Nel corso del 1900 continuò il processo di ripresa e dal 1936 venne sconfitta definitivamente la malaria; il territorio e le vie di comunicazione vennero riorganizzati al fine di riprendere le attività agricole e di superare il forte isolamento che caratterizzava questi luoghi. Non mancarono, soprattutto negli anni '60, periodi di crisi e di disagio per i contadini, molti dei quali decisero di emigrare in Germania o Svizzera in cerca di lavoro, ma sempre dalla seconda metà del XX secolo Otranto e tutta la zona circostante scoprì la sua vocazione turistica e iniziò un nuovo sviluppo verso quella direzione, con la costruzione di alberghi, ristoranti, e villaggi turistici, soprattutto nella zona dei laghi Alimini.
In seguito al lieve arresto dello sviluppo turistico come conseguenza agli sbarchi di profughi dall'Albania negli anni '90, Otranto ha ritrovato a partire dagli anni 2000 un nuovo impulso nel tentativo di rilanciare la città.

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