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Storia del borgo di Santa Teresa di Gallura

Storia del borgo di Santa Teresa di Gallura

I primi insediamenti nel territorio anticamente chiamato Longonsardo appartenevano alla civiltà nuragica (tra XV e V secolo ac). Si susseguirono poi le invasioni da parte dei Fenici, dei Punici e infine dei Romani, che portarono alla definitiva scomparsa dei nuragici.

In epoca romana si trovava qui un porto di notevole importanza per i traffici commerciali: da qui veniva portato a Roma il granito estratto nei dintorni e fu proprio in questi anni che iniziò lo sfruttamento delle cave di Capo Testa. Tale attività subì un arresto con la caduta dell’impero romano e venne ripresa durante l’età dei giudicati (attorno all’anno mille), quando le due maggiori potenze del mediterraneo, Pisa e Genova, si contendevano un punto così strategico.

La fine definitiva del dominio pisano arrivò con la conquista degli Aragonesi che, attorno alla seconda metà del XIV secolo, costruirono il castello di Longonsardo, del quale oggi rimangono pochi resti, vicino all’area della Torre, costruita più tardi, a scopo difensivo.

In questo periodo iniziò lo spopolamento della zona costiera a causa dei continui assalti dei corsari Barbareschi (proprio a questo scopo venne costruita la torre) e del disinteresse dimostrato dai governanti nei confronti della popolazione. La desolazione delle coste alimentò a sua volta la diffusione di banditismo, contrabbando e corruzione di queste aree, che durò anche dopo l’unità d’Italia.

Diversi furono, dalla seconda metà del 1700, i tentativi del governo Sabaudo di controllare il territorio e tra questi quello che portò, tramite un Regio Decreto del 1808, alla fondazione del Borgo di Santa Teresa, al fine di incentivare il ripopolamento della zona costiera. Dopo l’unità d’Italia continuò un periodo di degrado e banditismo, ma Santa Teresa vide la sua rinascita a partire dal XX Secolo, con l’inizio dell’età Giolittiana, quando furono attuate le prime vere misure contro la povertà e il banditismo e contro la corruzione della nobiltà e del clero.

Dopo la fine delle guerre mondiali tutta questa zona costiera, con la Costa Smeralda, Palau e La Maddalena divenne centro d’eccellenza per un turismo d’élite.  

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